Di antiche storie... Per una nuova consapevolezza




"Di buon mattino, ogni giorno si svegliava con il primo pensiero rivolto a cosa avrebbe potuto preparare per il pranzo dei suoi cari.
Dalla cucina, ancora un poco in oscurità data l'ora, i rumori le dicevano che il padre stava già preparando il fuoco, prima di andare all'orto. Un sorriso ed un fugace saluto d'augurio per una buona giornata e via così, ciascuno verso i propri compiti. E l'orto era il quotidiano lavoro degli uomini.
La terra era molta e vi si coltivavano tante cose, attentamente alternate secondo l'avvicendarsi delle stagioni. Ma non era la loro, era del loro signore e per poterla coltivare, a lui dovevano una buona parte dei raccolti, frutto di tanto sacrificio e di una dedizione quasi sacra. Per lui erano i frutti più belli e più gustosi. Chiedeva le foglie più tenere e leggere... e per loro, solo quel che ne restava. Di tanto si dovevano accontentare, perché è così che erano nati, poveri. E c'era solo una cosa ad attendere i poveri, per ogni giorno creato da Dio: il lavoro nel campo di chi era nato più ricco di loro.
Il suo sguardo corse rapido al ripiano della dispensa: qualche radice di sedano-rapa, un porro, le immancabili cipolle, ancora un paio di carote e l'adorato aglio selvatico.
Non era molto, ma per lei, per Sibella, questo non era un problema, il troppo poco non era cosa di cui lamentarsi. Sibella aveva imparato dalla mamma, prima che morisse, quanto può essere generoso il bosco, quanto bene si possa ricevere dalla natura e dalle sue erbe, che spontaneamente crescevano ciascuna alla sua stagione e che il bosco dava in dono.
Si tratta di quella conoscenza tutta femminile, che da sempre si tramanda da madre a figlia, da nonna a nipote al pari di una dote preziosa. Perchè sapere che il Buon Enrico, lo spinacio selvatico, è un potente vermifugo poteva fare la differenza tra la vita o la morte di un bambino. Sapere che la rosa canina ha grandissime proprietà stimolanti per le difese del corpo e combatte i primi raffreddori, poteva aiutare tutti a stare subito meglio.
E che dire di quel suo nome, che pareva urlare al mondo "quanto sì bella" (e lei bella lo era veramente) ma che in realtà trovava il suo etimo nel ben più antico Sibilla, colei che rende noto il volere di Dio. Era stato un nome di grande auspicio. Perché il volere di Dio, lei lo vedeva in ogni fiore dai colori lievi o brillanti, in ogni foglia odorosa o pungente. Questo era il modo che Dio aveva per dirle che tutto il mondo è pieno di Bellezza. Basta saperla guardare.
Piovigginava quel mattino, ma la pioggia non era una scusa per non uscire. Adorava l'odore del bosco quando piove, il profumo della terra e del muschio umido. Amava profondamente respirare il respiro degli alberi e sentire l'energia pervaderla irradiandosi dal centro del petto. Mentre cercava tra i cespugli del sottobosco, anche gli altri sensi erano aperti all'ascolto: con gli occhi scavava tra le foglie per distinguere le sue "erbe buone", con l'udito godeva del fruscìo leggero delle gocce sul suo ispido mantello di sacco, che il padre tanto amorevolmente le aveva passato con del grasso di cinghiale proprio per i giorni di pioggia.
Il grasso era prezioso, anche quello di cinghiale, ma suo padre lo aveva avuto dallo stalliere in cambio di qualche impiastro di arnica, che proprio Sibella aveva preparato per curare una brutta botta al piede del bimbo piccolo. Un dono era stato, quel panetto di grasso, un regalo ben destinato perché il saio così ingrassato l'avrebbe protetta meglio.
Ecco qualche foglia di tarassaco... ed anche qualche stelo di topinambur: le sue radici erano bulbi piccoli e bitorzoluti, ma avevano un sapore straordinario e dolcissimo, una vera leccornia insieme all'amarognolo del tarassaco.
Con passo lieve e col cesto colmo di foglie, bulbi ed anche qualche fiore, ecco finalmente Sibella rientrare.
Il sole, dietro la coltre nuvolosa aveva alzato la sua livida luce autunnale, il fuoco già scaldava un poco la cucina e Sibella, con un sorriso nel cuore e tanto amore tra le mani, preparò la sua magica zuppa per il pranzo."




Questa ricetta, e la storia che l'accompagna, sono per la mia cara amica Sabina, che in collaborazione con Luisanna Messeri e Maria Castellano de Il club delle cuoche, oggi chiude il suo meraviglioso contest "Voglia di orto: Maramao perché sei morto".




Cara Sabina, come puoi intuire dal racconto, il mio orto immaginario attinge dal sapiente lavoro dell'Uomo, ma anche soprattutto dalla saggezza delle antiche conoscenze officinali.
Da tempo il mio sogno è quello di poter trovare una grande casa da sistemare e che possa ospitare più famiglie, un luogo dove il sacro lavoro fisico possa intrecciarsi a quello, ben più Sacro, che ogni giorno svolgiamo anche sulla nostra Spiritualità.
Mi piacerebbe che avesse un grande orto e campi con alberi da frutto. Ma vorrei anche che fosse vicina al bosco.
Farei in modo che ci fossero gli animali, quelli più domestici e generosi: galline, conigli, mucche, qualche cavallo. E vorrei poter avere delle sale dove ospitare gruppi di lavoro per bambini con difficoltà e disabilità di vario genere, in cui potessero prendere contatto con la natura fisica più profonda, mi piacerebbe far loro coltivare dei piccoli frutti seguendo viavia il corso della loro crescita, fino a farne marmellate e conserve, inclusa la preparazione manuale delle etichette, con i loro disegni...
Farei anche delle stanze dove poter accogliere in buona convivialità amici che possano tenere seminari per la divulgazione di idee, pensieri ed antiche conoscenze ormai dimenticate...
Questo è il mio sogno. Chissà se, come qualcuno disse, è vero che "se si può sognare, si può fare"!





Zuppa di sedano-rapa, topinambur
porro e cipolla... con petali di rosa

dosi per circa 4 ciotole
1 manciata Tarassaco
3 Patate* piccole
3 Topinambur piccoli
1 Sedano rapa piccolo
1 Cipolla
1 Carota
olio, aglio, sale, pepe
un mazzetto legato, di salvia e rosmarino
petali di rosa canina


Pelare e pulire bene le verdure. Tagliare finemente il tarassaco, mentre le altre verdure possono anche essere lasciate più grosse. Unire lo spicchio d'aglio intero, il mazzetto di aromi ben legato, in modo da poterlo poi togliere a cottura ultimata. Porre in una pentola capiente coprendo di acqua. Lasciare sobbollire piano, a fuoco basso per circa un'ora con coperchio.
Regolare di sale, togliere il mazzetto di aromi e servire, con un giro d'olio extravergine ed petali di rosa al naturale. Hanno un retrogusto leggermente acidulo, ma completano in maniera eccellente la rotondità e la pastosità date dalla patata e dal topinambur.
*ho comunque inserito le patate, anche se la storia potrebbe forse essere ambientata in un tempo molto vicino al Medioevo, epoca in cui le patate non erano ancora conosciute. Ma ci sono oggi, e dato che il senso e l'obiettivo che mi pongo sono orientati ad integrare tutto quanto l'orto offre, le ho inserite.

35 commenti

  1. mmmmm mi sembra di sentirne il prufumo!!!

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  2. Un racconto molto bella, la povertà ti fa apprezzare tutto, le cose più semplici. Come la tua zuppa fatta di ingredienti semplici, ma sani e gustosi. Complimenti e buona serata.

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  3. Cinzia....si vede che nei nostri orti crescono le stesse cose!!!
    Anche la mia ricetta aveva "quasi" gli stessi ingredienti, ma......è autunno no, mica possiamo coltivar fragole;))

    Saluti liguri

    Fabiana

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  4. Si, se si può sognare si può fare. Io ne sono convinta, cara Cinzia, e te lo auguro con tutto il cuore. Sei una splendida persona, grazie per questo bellissimo post e per questa squisita zuppa. Ti abbraccio forte :) Buona settimana :)

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  5. Molto bella e invitante questa zuppa Cinzia! Il tocco e il colore dei petali di rosa canina fanno la differenza...

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  6. E' una storia meravigliosa e Sibella mi piace tanto tanto.. conserva tutti i valori buoni e la dolcezza antica del sapere. La porterò con me, amica mia.
    Si, se si può sognare secondo me si può fare: te lo auguro dal cuore, tesoro. Tanto. :) Le tue foto sono meravigliose e questa zuppa è da togliere il fiato!! Ti voglio bene :D

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  7. perché no? bisogna crederci e continuare a sognare sempre un pò. Senza sogni non si va da nessuna parte e non si costruisce mai niente.
    in bocca al lupo per tutti i tuoi sogni!
    alice

    ovvio che il tuo piatto è meraviglioso, amando il sedano rapa riproverò a farlo al più presto

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  8. io ci sto a vivere nella grande casa vicina al bosco! si si mia dolce Cinzia, ci sto davvero.
    Il 15 ci si vede per un tè pomeridiano o per un aperitivo in quel di bergamo o provincia?

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  9. Pura poesia, anche la zuppa! Baci,
    Cri

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  10. @Chiara, ma bellooooo! sentiamoci via mail, ci sono!
    @grazie mie belle donne, GRAZIE!!

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  11. Una storia magica, incantata, una ricetta antica e saggia, un sogno meraviglioso quello che coltivi nel cuore e che ti auguro di poter realizzare prima o poi!
    Un abbraccio grande e grazie per questo post!

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  12. E tu cara dolce Cinzia tiri fuori dal cappello questa meraviglia? La tua partecipazione mi ha riempita di gioia. E quello che scrivi, il modo in cui lo racconti, quello che c'è dentro. Sono commossa e non lo dico tante per dire. E poi la chiosa "Se si può sognare si può fare". Lo penso anch'io, ne sono convinta. E ti auguro di poter realizzare un giorno non lontano questo splendido progetto di vita. La zuppa è un dono del cielo, grazie per questo prezioso regalo. Le foto...beh...le tue foto sono splendide, lo sai. Grazie di cuore. Faccio fatica ora a staccarmi da questo mondo in cui ci hai fatto entrare con le tue parole. Un abbraccio a te e agli splendidi attori di questo racconto. Alla loro memoria, al loro lavoro.
    Un grande in bocca al lupo e a presto cara
    Sabina

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  13. aspetta, aspetta, questo lo devo leggere con calma!!! Ora non posso... la foto la dice lunga, lo leggerò oggi da casa,sono in uff, giornataccia!
    Un abbraccio,
    E.

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  14. Una storia profonda...una rietta molto particolare che ti fa sentire bene! Ti abbraccio ancor più volentieri!!

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  15. Bravissima...per la storia, per lo stile, per la ricetta, per le foto...ma sai fare tutto? Il tuo racconto è magnifico, mette a fuoco l'atmosfera semplice, dolce e morbida di quelli che dovevano essere tempi molto duri. Grazie pe la tua infinita poesia.
    Ciao
    Barbara

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  16. Davvero tutto meraviglioso, Cinzia...così delicato e bello. tanti complmenti
    simo

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  17. Bellissimo il tuo post e bellissima la tua zuppa povera!!!
    Un bacione e buona serata
    Carmen
    Ops, dimenticavo, complimenti per le belle foto!!


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  18. Me lo son letto di gusto! E farei altrettanto assaggiando questa zuppa, la gusterei proprio :-) In bocca al lupo cara!! Baci

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  19. Si' si', la vedo quell'ombra fulva che segue Sibella nel bosco, quegli occhi gialli colmi d'amore e di sapienza....brava la mia socia: insieme ai topinambur hai dissodato anche le mie antiche radici che ancora si diramano in quella terra bassa...bellissima storia, splendida ricetta: semplice e raffinata come te! Un abbraccio e un grosso bacio, socia....

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  20. Sono rimasta incantanta... Semplicemente incantata, e l'ho riletta tre volte per non perdermi nulla di questa favola meravigliosa.... Grazie! Ely

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  21. Che meraviglia! Mi hai fatto sognare!! :)

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  22. Mi sono letta il racconto tutto d'un fiato, bellissimo! Mi viene anche un po' di nostalgia, vorrei imparare a dare un nome a tutte quelle erbe selvatiche che non conosco, vorrei mettere insieme tutto il mio amore in una zuppa così.
    un bacione e grazie ;-)

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  23. Cinzia che bel racconto, davvero fiabesco! E la zuppa oltre che qualcosa di antico è quasi incantata!
    complimenti

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  24. non so da dove cominciare...la fotografia mi ha stregata. appena aperta la pagina e vista quella immagine son rimasta affascinata. poi la storia, ed infine la ricetta...perfetta. buona, vellutata.
    bravissima Cinzia

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  25. I colori sono bellissimi!! Bellissima la composizione. bello io racconto. Mi hai rapita.
    bacioni

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  26. questo post è un piccolo grande capolavoro :)

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  27. Splendido post cara Cinzia, un bellissimo racconto e un piattino davvero delizioso!!!! Cosa dire delle foto????? beh, lo sai già.... bravissima!

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  28. Cara Cinzia, ho letto con grande emozione il tuo breve racconto, questa figura di donna così aggraziata e potente nella sua saggezza, e queste belle erbe e radici che si trasformano e diventano una zuppa dal potere corroborante. Mi piace la storia, adoro le tue foto, il tutto è perfetto per il contest di Sabina. Bravissima davvero. Ti mando un bacione cara Sibella.
    PAt

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  29. ma che meraviglia questo post!
    Sono incantata come sempre!

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  30. Ciao Cinzia, il tuo sogno chissà, se ci credi tanto prima o poi... Molto poetico il tuo racconto e che dire delle foto, MERAVIGLIOSE! A presto e buon fine settimana :)

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  31. che meraviglia, tutto. il tuo sogno, iltuo racconto...le foto....sei davvero brava!

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