Oggi voglio condividere con voi un poco di quella cosa che chiamiamo, in modo un po' stereotipato "solidarietà". Ma non parlo di cose grandi e di grossi nomi che sostengono progetti. Oggi sono le persone, le mamme che con grande buona volontà regalano qualche ora del proprio tempo per dare una mano concreta alla scuola del paese, che poi significa offrire qualche opportunità in più ai nostri figli...
E' che vivere in un paesello di un migliaio di persone forse meno, ti porta spesso a stringere amicizie a volte per il solo fatto di condividere un luogo che ha poco spazio. Si è costretti a percorrere tutti le stesse strade, fare la spesa nello stesso negozietto, oppure portare i bambini nella stessa scuola. E quando serve una mano, cosa si fa? Si mettono insieme le idee e si collabora. Per esempio, rispolverando quelle preparazioni che, perché il tempo per farle è sempre poco, perché nessuno ce lo ha insegnato, si fanno sempre meno. E si perdono occasioni per imparare a "fare" "bene" le cose che ci appartengono di più, quelle che ci legano al nostro territorio, alle nostre tradizioni, alla storia delle nostre nonne, che è la Nostra Storia. Bello, no?
Quindi quando è arrivato il messaggio di una mamma che chiedeva aiuto per fare i casoncelli bergamaschi nella sala dell'oratorio, le mani hanno cominciato a prudermi ;) dalla voglia di fare pratica "sul campo". Magari vicino a una signora non più giovanissima che potesse trasmettere quel qualcosa che oggi non puoi più trovare sui libri, né sui giornale né tantomeno in rete... Perché è il sapore di quell'antico sapere, di quella memoria preziosa.
E' stata un'esperienza bella, che non avevo mai fatto: il profumo del ripieno, aromatico e carico delle note "agliose", ci ha a accompagnate per tutto il tempo, e fino a notte fonda c'è stato chi tirava pasta, chi coppava, chi distribuiva ripieno, chi chiudeva e ripiegava (e riponeva)... circa 23 chili di casoncelli.
La ricetta del ripieno era assolutamente fedele al Disciplinare per i Casoncelli, della Camera di Commercio di Bergamo, ma personalmente lo sento poco rustico e troppo "ruffiano", per via di amaretti, uvetta e pera. Ma vi assicuro che ieri non importava nulla a nessuna di noi: quel ripieno ce lo saremmo spazzolate a forza di bocconcini e forchettate.
Invece vi lascio la stessa che pubblicai QUI, che riporto fedelmente. Mentre per il procedimento e la manualità, credo che queste foto, peraltro fatte con il cellulare, possano parlare meglio di tante parole.
Casoncelli alla Bergamasca
per circa 100 casoncelli
7 - 8 porzioni
per la pasta
200 gr. farina 0
100 gr. farina semola di grano duro
1 uova
120 gr. acqua
1 cucchiaio d'olio
per il ripieno
200 gr. salsiccia o luganiga fresca
100 gr. mortadella
80 gr. pangrattato
20 gr, parmigiano grattugiato
1 uovo
aglio, prezzemolo, sale
per condire
pancetta dolce, a cubetti
burro (un cucchiaio a persona)
qualche foglia di salvia
Fate leggermente scottare la salsiccia, togliendola dal budello e tenendola schiacciata con una forchetta. Salate, pepate e lasciate raffreddare.
Quindi, in una ciotola, unite tutti gli altri ingredienti (la mortadella, già preparata tritatissima) ed amalgamate. Io uso, con grande successo, il bimby, che trita abbastanza finemente rendendo il ripieno senza quei grumi tanto antipatici.
La pasta l'ho impastata col bimby... ma per le
puriste, va messa una fontana di 500 gr. di farina sulla spianatoia e, dentro la
fossetta centrale, vanno messi uova, acqua, olio e sale, "sbattuti" con la
forchetta che man mano allarga il cerchio e incorpora viavia la farina. Quando
l'impasto non si può più gestire con la forchetta, iniziare a lavorarlo con la
punta delle dita fino a farne una pallottola dalla consistenza piuttosto
morbida, sul genere della pasta per la pizza. Allontanare allora l'eccesso di
farina, pulire bene con una spatola il piano di lavoro, infarinarlo ed iniziare
a lavorare l'impasto a mano per legare bene gli ingredienti. Poi si parte di
mattarello. Io invece ho usato la cara vecchia Marcato; ho tagliato l'impasto in
cilindretti grossi come due pollici e li ho tirati uno per uno, per avere delle
strisce.
Si tira quindi fino al nr. 5, non sottilissima, quindi si parte!
Quindi, con un leggero movimento della mano, piegare il raviolo come in foto, schiacciando poi con il dito per dare la caratteristica forma.
Ad opera finita c'erano 45 scatole (come questa in foto) accatastate, ed anche tantissima gioia di aver potuto condividere tutto questo insieme.
A Daniela, Donata, Annarita, Judith, alla signora Lucia ed alle altre mamme di cui non ricordo il nome :( Grazie !!
Si cuociono in acqua bollente salata, e richiedono una cottura piuttosto lunga, circa 13-14 minuti (un po' meno se sono freschissimi). Quindi vanno fatti saltare in una pentla bassa e larga dove avrete fatto dorare della pancetta a dadini, insieme al classico burro e salvia. E prima di impiattare, una manciata di parmigiano.
ciao cara, secondo me quando si vive in piccoli centri c'è più solidarietà perchè ci si conosce tutti :-D
RispondiEliminaMa lo sai che non ho mai fatto i casoncelli in vita mia, mangiati tanti e tantissime volte da quando abito qui, e ora prima o poi li voglio fare per un'iniziativa blogghesca, baci e buon w-e!
Ciao Stella :) vero, nei paesi il fatto di conoscersi di più aiuta in queste iniziative. Certo che con marito lùmbard, non averli mai fatti è quasi una mancanza!! Forza che ne vale la pena!!!
EliminaO_O non li ho mai fatti, sono un'opera d'arte, bellissimi e chissà che buoni!!! Complimenti!!
RispondiEliminaLi segno! Ti auguro un buon week end
L'amica della mia mamma, la Regina è di un piccolo paese della bergamasca e fino a poco tempo fa io per Natale ne comperavo sempre due kg e li tenevo per le occasioni speciali, anche loro si ritrovavano in oratorio per fare i casoncelli e poi li vendevano per raccogliere i soldi o per l'oratorio o per la scuola o per il bisogno del momento, vado a vedere la ricette perchè buoni come gli originali non li ho mai più trovati! Un bacione
RispondiEliminache belle le tradizioni e se poi è fatto a tante mani è ancora meglio! che bella esperienza!
RispondiEliminaChe bella iniziativa! Che peccato che qui da me non capiti mai niente del genere.
RispondiEliminaCucinare in compagnia, poi, è veramente divertente.
Un saluto
ma qui siamo a livello industriale..Che bontà!!
RispondiEliminaUn abbraccio e non vedo l'ora di provarli.
Baci .
Inco
sono la perfezione con queste immagini non posso non provarli complimenti
RispondiEliminaMamma mia che spettacolo!!!! La causa poi ti fa onore! A me capita di fare lo stesso con le torte, per l'oratorio del mio paese! :-)
RispondiEliminaColgo l'occasione per invitarti a partecipare al mio nuovo contest: Ricette Regionali. Se ti va di partecipare con qualche ricetta della tradizione mi farebbe molto piacere! Questo è il link:
http://kucinadikiara.blogspot.it/2014/03/il-mio-nuovo-contest-ricette-regionali.html
Un bacione e buona serata!
Mi vergogno a scrivere che non li ho mai assaggiati. Ne ho sempre visti un sacco in giro e posso affermare che i tuoi sono a dir poco perfetti :-) Bravissima. Segno tutto io! Bacioni
RispondiEliminaMamma mia mai assaggiati....devono essere una bontà!! Complimenti per tutto!!
RispondiEliminaGrazie amiche, un casoncello dell'amicizia per ciascuna!!
RispondiEliminaKiara, vengo a vedere!
Ciao cara Cinzia, a parte che non ho mai mangiato questi casoncelli e mi sa che mi sono persa qualcosa di veramente squisito...cmq è davvero bello che tu riesca a dare questo contributo di solidarietà...secondo me è molto più importatne di tanti contributi che si può dare a "distanza"!!! Bravissima!! un abbraccio
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