...onore alla dolcezza!

La dolcezza dell'amicizia che può esistere tra blogger...
Si, ci siamo incontrati, incontrate. Domenica in Franciacorta grazie a Gianni. Eravamo in tanti, anche molti mariti, alcuni bambini. Ed è stato bellissimo potersi guardare negli occhi ed abbracciarsi..
Valentina, biondisisma e deliziosa, Mai, un vulcano di solarità e brio, Eleonora, occhi profondi dalle radici lontane, Elena, ma quanto sapere sulle sapere sulle qualità dei cibi!, Antonella ed i suoi piatti "concertati"... e tante altre amiche, alcune mai incontrate prima!

Un piatto per Valentina ed il suo Metti il Mondo a tavola, dedicato ad Eleonora che ne è giudice ed a Mai, per onorare la Curcuma che mi ha donato*!


Bocconcini di merluzzo in salsa di curcuma




Dosi per 4 persone
500 gr. merluzzo
2 cucchiai colmi di:
cumino, cardamomo, misto bacche**
1 cucchiaino raso di curcuma
200 gr. latte di cocco 
(oppure panna da cucina)
1 pollice di zenzero fresco
1 peperone verde



Porre le spezie in un mortaio o, in alternativa, su un tagliere, e batterle grossolanamente, per aprirne i profumi. Per la cottura al vapore io utilizzo una pentola bassa e larga, dove metto un dito di acqua ed appoggio una griglietta il cui fondo non tocca l'acqua. In questa acqua già a bollore, aggiungere il misto spezie e procedere alal cottura del merluzzo, per circa 8-10 minuti.
Al termine, non buttare il fondo ma tenerne alcuni cucchiai, opportunamente filtrati.
In una pentola antiaderente, in poco olio saltare velocemente il peperone, tagliato a fettine piuttosto regolari insieme allo zenzero grattugiato. Aggiungere il fondo di cottura filtrato ed il latte di cocco (o la panna) e restringere per alcuni minuti. Infine stemperare un cucchiaino raso di curcuma. Regolare di sale.
Servire questa salsa conni peperoni, a specchio e sopra la pesce.

**Il misto bacche lo trovo all'Esselunga, nello scaffale delle spezie ed erbe aromatiche, contiene pepe nero, bianco, rosa e coriandolo.

*La Mai mi ha regalato un graziosissimo pacchetto con della curcuma di Altromercato -commercio equo e solidale- e la ricetta allegata per suggerirne l'uso era molto molto simile ad una preparazione già pubblicata da Eleonora, alla quale mi sono ispirata per l'idea del vapore aromatizzato.



Questa ricetta è per Valentina ed il suo contest "Metti il mondo a tavola".



Ed ecco invece un piatto per Rigoni di Asiago, in onore alla dolcezza delle sue "Fiordifrutta"..

Risotto al radicchio rosso lungo e Fiordifrutti alla Rosa Canina




per due persone
1 piccola cipolla di tropea
60 gr. radicchio lungo rosso
180 gr. riso carnaroli
1/2 bicchiere vino bianco secco
2 cucchiai di panna.
olio extrav. oliva
400 ml. brodo vegetale
Fiordifrutta alla Rosa Canina

Soffriggere in poco olio la cipolla, aggiungere poi il radicchio tritato e, dopo averlo stufato due o tre min. aggiungere il riso a tostare. Sfumare con del buon vino bianco secco. Continuare la cottura con il brodo, aggiungendolo mano a mano e tenendo girato.
A due minuti dalla cottura, mantecare con un cucchiaino di Fiordifrutta alla Rosa Canina e panna.



 La ricetta è per Rigoni di Asiago ed il suo dolce contest "Un risotto che sa di bosco"
 

Un Libro dove... ci sono anch'io!


E' finalmente disponibile, fresco di stampa, il nuovo "in CUCIN@ - appunti & ricette"!
Ci sono voluti alcuni mesi, ma alla fine eccolo qui, il libro realizzato dalla Arsenale Editore in collaborazione con alcuni dei più interessanti blog di cucina.
Potrete trovare anche alcune ricette dal mio blog, oltre che le migliori di tantissime altre "colleghe"!

Natale si avvicina e se cercate un'idea per un regalo sfizioso, quale cosa migliore di un libro di ricette?

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Oppure potrete anche richiederlo in libreria. Cosa aspettate?




Baccalà alla livornese e... una piccola soddisfazione!





Per chi lo ha letto, il post di ieri ha raccontato un piccolo spaccato della mia quotidianità "al desco di casa". Non mi starò a ripetere perché non vi voglio tediare, pero l'MTC di questo mese, che non vincerò -questo già lo so- mi ha regalato oggi una piccola vittoria tutta personale, nel tema della cucina di casa appunto.
Confesso che appena letta la ricetta della Cris, che ha vinto il mese scorso, mi sono chiesta quali divagazioni sul tema si potessero inventare. E l'ho lasciata decantare il giusto tempo, presa dalle solite quotidianità per femminucce multitasking ;)
A un certo punto, aperte le danze dal 13 in poi, vado a dare un occhio alla lista degli sfidanti: braccia pendenti e mandibola cascante..
No, dico, qui ho visto cose che... altro che noi umani, nemmeno gli alieni!
E riesco sempre a meravigliarmi (ma perché poi? è noto che c'è in giro tra i blogger una quantità di creatività da far paura Steve Jobs, per me il più grande creativo del secolo)!
Vabbé mi son detta, questa volta mi sa che salto, poi col tempo che ho, vedetemi anche a dissalare e diliscare baccalà per tre giorni... no no
Stavo per lasciare, quando un provvidenziale quanto mai casuale sguardo al banco del presce confezionato dell'esselunga, mi coglie con un occhietto stupito: nell'angolo in fondo a sinistra, due confezioni di baccalà da 200 gr. ciascuna. Già dissalato, già diliscato e PRONTO ALL'USO!
Felice come una bimba, mi sono lasciata cullare per qualche giorno dai miei neuroni, fino a giungere all'IDEA, che già la foto vi anticipa.
Ma quel che ancora non sapete, è che i miei figli, si proprio loro, questa IDEA se la sono litigata fino all'ultimo boccone!!!
E mio marito ed io ci siamo gustati anche un bel piatto di pasta "alla baccalivornese" che ha difeso alla grande il suo titolo...
Per l'ennesima volta, Grazie MTC, grazie Cris per avermi fatto scoprire un pezzo di Toscana verace che ancora non conoscevo :)

Saltimbocca di Baccalà alla Livornese



250 gr. di impasto per pane
(la vostra sarà la migliore, ma va bene anche una confezione di base pizza già pronta)
200 gr. baccalà già pronto
10/12 pomodorini pizzutello o ciliegia
prezzemolo
olio, sale, pepe

In una pentola bassa, scaldare poco olio con uno spicchio d'aglio in camicia, poi aggiungere i filetti di baccalà tagliati a dadolini. Far stufare un attimo ed aggiungere anche i pomodorini freschi e fatti a cubetti. Io li ho anche prima spellati, sbollentandoli un minuto nell'acqua che avevo sul fuoco per la pasta.
Regolare di sale, se serve ed aggiungere una bella manciata di prezzemolo. Otterrete una sorta di ragù di baccalà.
Stendere l'impasto per pane in uno strato di spessore circa 5 mm su piano infarinato e tagliare dei quadretti di lato circa 8x8 cm. Porre al centro un cucchiaino colmo del ragu di cui sopra e, con un po' di manualità e fantasia, chiudete facendo dei sacchettini, fagottini, pacchetti.. come meglio vi viene.
Vanno fritti in olio ben profondo, a tre o quattro alla volta, non di più perché tendono a gongiare, ovviamente; ci impiegano circa due minuti a dorare. Se l'olio è caldo al punto giusto, il risultato sarà una pasta ben croccante e per niente unta. In compenso il piano cottura andrà poi praticamente smontato per essere pulito bene, ma questo è un altro capitolo :)

Il nostro bel piatto di pasta al "baccalivornese", direi un bellisimo Basic Food da non perdere.



Penne alla salsiccia e castagne



Un piatto che potremmo mettere nella categoria del cosiddetto basic food.. ovvero preparazioni semplici, veloci e tradizionali. E buonissime. Di solito gli ingredienti sono quelli del territorio, talvolta di origini "nostrane", fatti in casa. Ma perché io non cucino questi piatti?
Ogni tanto mi capita di riflettere sul motivo per cui, tra le ricette pubblicate, praticamente quasi non esistono piatti di pasta come quelli che vedo in moltissimi dei vostri blog, con verdurine saltate, col pomodoro o a volte con  la panna..
Sarebbe così bello poter spadellare condimenti fantasiosi, magari farci un piatto unico e per tutta la famiglia, sarebbe la volta che anch'io pubblicherei qualche pasta in più, invogliata dai miei commensali. Invece no. Perché?
Mi sono fatta una domanda, mi son data una risposta: i miei bambini. Il piccolo praticamente mangia solo la pasta in bianco, talvolta al pesto; il grande solo al pomodoro, ogni tanto al pesto. A volte apro una scatoletta di tonno e letteralmente la butto sulla pasta prima di impiattarla, e punto.
Se voglio mangiare qualcosa di diverso che poi possa pubblicare, devo per forza fare un piatto a parte per loro e quindi avere poi il tempo di cucinare la ricetta da pubblicare, e finisco per prendermi a volte qualche sfizio facendo cose particolari... di solito per due: io e mio marito.
Che anche lui.. eh! Brav'uomo, per carità non posso dire nulla, ma un commento che è uno, se lo lasciasse una volta scappare! Al limite posso sperare in un cenno della testa mentre mastica e, se proprio è il caso di dire qualcosa, una o due parole sono quanto; e di tanto mi devo accontentare. Capite bene che, alla fine, quando cucino al di fuore dalle righe, alla fin fine lo faccio solo per mio desiderio, che a ben guardare tutto il resto, mi passerebbe la voglia!
Finalmente durante una pausa pranzo -in cui sono a casa sola con il figlio grande- decido di correre il rischio facendo qualcosa di diverso. Avevo della salsiccia freschissima e ancora delle castagne bollite.
Ed ecco il risultato.
Inaspettatamente, complice la presenza della salsiccia di cui va matto, mio figlio si è profuso in complimenti ed ha spazzolato il piatto con una foga che non pareva certo facesse per gentilezza... penso che gli sia piaciuto e anch'io ne sono stata contenta: chissà che col tempo "apra i suoi orizzonti" :)

Pennette alla salsiccia e castagne


dosi a vostro piacere
Pasta di medio taglio
(fusilli, pennette, mafalde, trofie..)
salsiccia fresca
castagne cotte (circa due o tre a persona)
ottime quelle già pronte, sottovuoto
rosmarino
olio extravergine
1 cucchiaio di buon brandy ogni 2 persone
pepe e sale a discrezione

Mentre l'acqua va a bollore, tagliare la salsiccia a tocchetti e metterla a scaldare in una pentola a fuoco vivace, bucherellandone la pelle. Rilascerà del liquido, piuttosto grasso, che va buttato. Nella stessa pentola, poi,  aggiungere un filo d'olio, il rosmarino e le castagne sbriciolate e stufare qualche minuto, sfumando con poco brandy a fuoco vivace.
Scolare la pasta, saltare tutto insieme e servire con un buon bicchiere di rosso corposo, che aiuterà a sgrassare il palato. Questo bel piatto caldo non mancherà di scaldare anche gli animi, magari quando fuori c'è la nebbia e vien quella malinconia...

Praline di marzapane con noci e cioccolato



Le festività natalizie si stanno avvicinando, ogni giorno arriva un piccolo segno... una pubblicità, un decoro natalizio esposto in qualche negozio... e ogni volta qualcosa mi sorride dentro, mi rende felice come una bimba. Aspetto la neve come quando da piccoli non vedevamo l'ora di giocare a palle!
Lo so, è solo novembre ed io non abito propriamente in montagna, ma qui da me ieri notte siamo già andati sotto zero.
Il preambolo ha un obiettivo, non vi preoccupate ora ci arrivo, in zona "regali di Natale" , zona che si sta avvicinando a una velocità che a me pare sempre supersonica. Ogni anno mi trovo all'ultimo minuto a tirare i remi in barca, ma voglio ricordare con voi il mio primo anno in cui ho adottato il sistema "do it yourself".
Era il 2001 ed ero incinta del mio primo figlio; nel periodo natalizio ero nel quinto mese e stavo benissimo, una bella pancina cominciava a farsi vedere. Lavoravo esattamente tanto quanto prima, con gli stessi orari e ovviamente con le stesse ristrettezze di tempo che mi hanno sempre perseguitato.
Fu per questo motivo che, arrivata a tre o quattro giorni dal Natale senza aver avuto modo di fare acquisti per le persone a me più care, feci una "pensata": un giro all' Iper, dove trovai dei bellissimi piatti a forma di stella, dorati o argentati, a due o tre mila lire (e si, c'erano ancora le lire!).
Ne feci una bella scorta poi a casa, con comodità tutta mia (leggi: a mezzanotte o l'una o le due) iniziai a confezionare con il bimby dei meravigliosi vasetti con la crema gianduia, con il dado vegetale, panettoncini genovesi - quelli finti, come li chiama Faustidda :)-, torroni al cioccolato... e via così. Poi li confezionai con etichette decorate ed infine, con la carta trasparente, impacchettai su ciascun piattino dorato due o tre di questi dolcissimi pensieri notturni. Non potete immaginare come mi sono divertita. E quanta meraviglia hanno suscitato questi piccoli scrigni per chi li ha ricevuti: cognate, cugine, amiche... mamma e suocera!
Da allora ho adottato questo sistema: ogni anno, più o meno in questo periodo faccio un giro all'Ikea, dove trovo sempre qualche oggetto che mi piace, un vaso in vetro, portacandele, sottopiatti etc.. e poi preparo dei dolcetti, qualcosa di diverso ogni anno da accostare a quest'oggetto. Da allora ho variato abbastanza, spaziando dai torroni ai tarufi, dalle creme di cioccolato alle confetture di cotogna, di cipolla, di pomodori verdi... e infornate colossali di baci di dama e brutti buoni.
Quest'anno ho scelto un bel piattino Rosso fiammante, molto natalizio, ed ho voltuo preparare dei buonissimi bon bon al marzapane con le noci e il cioccolato. Li ho "testati" domenica e sono riuscita, dopo poche ore, a fotografare gli ultimi cinque rimasti... mani golose si allungavano ogni volta che mi allontanavo per qualcosa!!!

Praline al marzapane, con noci e cioccolato


per circa 40 palline

200 gr. farina di mandorle
200 gr. zucchero
1 albume scarso
2 cucchiaini liquore tipo Marsala

100 gr. cioccolato fondente
40 gr. burro
7/8 noci

La ricetta del marzapane viene dal vecchio ricettario del bimby TM21: sono previste mandorle intere, che il Bimby polverizza in un attimo insieme allo zucchero, dopodiché si aggiungono gli altri ingredienti e si frulla a velocità 5/6 per meno di un minuto. Se non avete il Bimby potete usare anche un normale mixer, ma consiglio allora la farina di mandorle, che al super trovate senza difficoltà nella zona degli ingredienti per le torte.
L'impasto che si ottiene sarà un po' bricioloso, ma lavorandolo sul piano di lavoro si riuscirà a farne dei filoncini grossi come un pollice, da tagliare appunto a cilindri di circa 3 cm. Vanno "impallinati" a mano, inserendovi un pezzetto di noce, tenuti in frigo per circa un paio d'ore e quando sono ben freddi, vanno tuffati nella ganache che otterrete sciogliendo a bagnomaria il cioccolato col burro.
Attenti che sono molto peggio delle ciliegie: i miei bambini se ne sono sparati cinque uno dietro l'altro!

Questa ricetta è per Patrizia del blog I dolci nella mente e per il suo contest "Regali golosi dalla mia cucina"



PS: Patrizia, avevo preparato le praline in un numero consistente e ben disposte sul piatto, pronte alla confezione, ma una telefonata di troppo mi è costata la distrazione fatale: i bambini le hanno mangiate quasi tutte e le foto erano pietose, con il pacchetto mezzo vuoto! meglio così scoperto.. ora , io te la mando lo stesso, vedete voi se tenerla anche senza la carta trasparente di rifinitura del pacco :) partecipo volentierei anche fuori corso.

I miei 7 links project!

Ecco giunto anche per me il momento di dare spazio al gioco 7 links a cui mi ha invitato la carissima Patty del blog Andante con gusto.
Questo breve viaggio a ritroso nel mio passato prossimo mi offre l'occasione di condividere con voi un piccolo aneddoto, una sorta di prologo che precede appunto l'apertura di Essenza in cucina.
Dovete sapere che fino al 2 ottobre 2010 non sapevo cosa fosse un blog di cucina, non ne avevo mai visitato uno e mai immaginavo esistesse questo genere di realtà nel mondo della rete.
Visitavo e "frequentavo" il blog di Salvatore Brizzi, che si colloca in tutt'altro ambito, considerando sempre il fatto di aprire un sito come cosa troppo distante dalla mia portata.
Poi casualmente, proprio dal suo blog, ho finito per linkare un blogger-profile... e da lì sono "cascata" dentro lo spazio di La Cuoca Petulante... E' stato amore a prima vista.
Da quel 2 ottobre passarono due settimane esatte: tanto è bastato per farmi desiderare di "essere ed esserci" anche in questo modo.
Cucinare mi piace da sempre e la fotografia è stata un grande amore per anni, sopito ma mai spento. Mi sono detta "perché no!"
Da piccola sognavo di diventare una chef, ma questioni ritenute più importanti dai miei genitori fecero si che... o meglio fecero un NO. Punto. All'epoca i miei genitori dissero NO.
Ma io la cucina l'avevo nel cuore e al Cuore non si comanda. Un blog poteva essere quel piccolo ma grande spazio dove, come in uno specchio,  avrei potuto vedere qualcosa in più di me stessa, una sorta di risposta mai giunta alla domanda "cosa sarebbe stato se..."

Poco più di un anno è trascorso ed eccomi qui fare un salto nel mio breve passato di blogger per vedere insieme a voi, attraverso questi 7 links, quanta strada ho percorso in questa mia storia del Cuore

Il post il cui successo mi ha stupito: i casoncelli alla bergamasca


che hanno ricevuto inaspettatamente tantissimi commenti, quando io ho sempre pensato che fossero i dolci a farla da padroni.


Il post più popolare: Torta alle pere e un ricordo


l'ho scoperto solo quando ho guardato le statistiche per fare il gioco e mi sono taaanto meravigliata, ma è una torta semplice ed è per un ricordo genuino come quello per mio nonno... 
tutta questa popolarità è un regalo anche per me!




Sono stata molto in dubbio se e come approcciare qui sul blog un tema che mi sta molto a cuore nella vita, La Legge dello Specchio; alla fine ho deciso per un tono light, che forse non è arrivato dove avrei voluto, ma siamo qui per parlare di cucina e non di questioni di crescita spirituale, quindi va bene così :)


Il post che non ha ricevuto il successo che meritava: gnocchetti di castagne


l'ho pubblicato nelle prime settimane di apertura del blog e ovviamente non ha avuto grande popolarità, ma questi gnocchetti sono una vera delizia e data la stagione vi invito alla prova



un inno alla cucina del riciclo e del vuotafrigo, con un risultato davvero bellissimo.

Il post più bello: Metti una cena in... Viola!


E' quello con cui ho vinto il mio primo contest e che mi rispecchia forse più di molti altri nelle mie modalità in cucina: piatti soliti vestiti però in maniera insolita

E quello di cui vado più fiera: Le ali nel cuore


la mia piccola storia d'amore per la cucina.


La strada percorsa mi pare tanta, tantissima soprattutto se penso che avevo ridotto il mio neurone culinario quasi in fin di vita, pressata dalle continue rimostranze dei miei figli di fronte a qualcosa che non fosse un semplice risotto allo zafferano o un piatto di pasta che fosse rossa a o bianca..
no, dico, avete presente come si era atrofizzato tutto il circuito?
Grazie di cuore anche a voi, carissimi amici che con il vostro passaggio ed i vostri commenti, ma soprattutto con il vostro lavoro sul blog, siete per me carburante quotidiano e mi spronate a far sempre meglio. Un abbraccio grande!

Lascio il testimone a:






Curd e Crumble...


Quante volte succede di aver fatto acquisti sull'onda di quella voglia di fare una certa ricetta e poi manca il tempo, oppure la facciamo ma ci resta una parte degli ingredienti inutilizzata? O magari qualche avanzo?
Ecco uno di questi casi: mezze confezioni di frutti di bosco: ribes, lamponi e mirtilli, rimasti dalla preparazione di ricette da pubblicare... briciole di crumble aromatico...
Ricordando questa bella torta, che a suo tempo ha fruttato anche un premio dal contest a cui partecipava, ecco raggiunto l'obiettivo di trasformare alcune cose che languivano nel frigo: frutti di bosco per un curd e le briciole per il crumble!
Ne è uscita una torta buonissima, profumata e fruttata insieme, da cui anche i miei bambini pizzicavano continuamente briciole ed assaggi. Perfino mio marito, che in genere non va matto per le creme, ha apprezzato con gusto! E poiché la dose di curd ottenuta era abbondante, ho rifatto una seconda torta il giorno dopo, per la gioia anche dei miei colleghi :)

Crumble di castagne al curd di frutti di bosco


per il curd
300 gr. frutti di bosco misti
100 gr. zucchero
60 gr. burro
2 uova
1 cucchiaino maizena
succo di mezzo limone
NB: con queste quantità la dose è per due torte

per il crumble
150 gr. farina di castagne
150 gr. farina 00
180  gr. burro
180 gr. zucchero
1 bustina vanillina

Prima di tutto preparate una piccola composta con frutti: metterli con una spolverata di zucchero in un pentolino. Schiacciate i frutti con la forchetta e, a fuoco leggero, cuoceteli per qualche minuto tenendoli mossi. Passate al minipimer ottenento una salsa vellutata, che conterrà anche i semini. Io l'ho setacciata al colino cinese.
A fuoco lieve, sciogliere il burro ed il resto dello zucchero, insieme alla maizena ed al succo di limone, tenendo mosso con la frusta a mano. Appena sciolto il burro incorporare le uova, che avrete prima "strapazzato" in una ciotolina: attenzione che il composto di burro e zucchero dev'essere ancora tiepido quando si vanno ad aggiungere le uova, perché rischiano altrimenti di cuocere al primo contatto e fare una sorta di stracciatella senza integrarsi bene. Lasciare addensare a fuoco lieve, sempre tenendo mosso con la frusta a mano. Raggiungerà in breve la consistenza sostenuta della crema pasticcera e raffreddando si addenserà ancor di più. Togliere dal fuoco e, appena intiepidisce, incorporatevi la composta di frutti rossi. Il crumble è pronto e potrete conservarlo in frigo anche alcuni giorni, in una ciotola coperta con pellicola.

Curd ai frutti di bosco

Il crumble si prepara anche con il mixer: tutti gli ingredienti insieme a frullare, fino a quando si raggiunge lo stadio delle briciole. Vuotare sul piano di lavoro e procedere come nelle foto di questo post, dove si vede bene anche come allestire la teglia.
Cuocere per circa 30 min., sorvegliando che non scurisca troppo, cosa che con la farina di castagne potrebbe succedere.
Meglio servirla fredda, rimane più compatta. Attenzione che crea dipendenza!

Su passaparola di Marinella, invio questa ricetta per il contest "Castagne al Desco" in collaborazione con  La Cucina Italiana e Il Desco.

La ricetta è stata premiata con il terzo posto al contest a cui ha partecipato.


Beignet o bigné?



Il dilemma non è poi così profondo, anche in Italia sono ormai tantissimi i termini entrati nel linguaggio comune, modificati nel loro modo originario di essere scritti.
Spesso sono termini di origine inglese legati alla tecnologia, quanto di più distante dal mondo del cibo e delle tradizioni.. tra tag, link, flag, post..  chi si ricorda più oggi cosa sono i canapè ed i vol-au-vent?
Ma se parliamo di bigné, anche i bambini si illuminano!
Quando li ho fatti per l'MTC di ottobre, lo confesso solo qua e a posteriori, il primo tentativo è stato rovinoso.
Non era la mia prima volta con la pasta choux (sarebbe bello poter scrivere pasta sciù, ma guai!!), però avevo sempre usato la ricetta di Ada Boni, dal suo libro Il talismano della felicità.
Il primo tentativo con Montersino è andato dunque a vuoto, nel più vero senso del termine: abbiamo mangiato i bigné vuoti, perché erano uno spatascio totale. Quello che però non immaginavo era il successo che avrebbero avuto presso i maschietti di famiglia: il piccolo, con occhi sognanti che mi diceva "..mmh, che buono mamma!" resterà nella memoria mia ancora per un po'.
Curiosamente, con la versione ripiena di crema tutto si fa più difficile e di colpo i nasi si arricciano e le smorfie si sprecano: chi non ama il mirtillo, chi non vuole la glassa, chi sente l'aspro del limone nella crema.. insomma, vi confido che questo piccolo capolavoro qui sotto ce lo siamo goduti io ed i miei colleghi, un intero vassoietto con venticinque bigné s'è involato alla prima pausa caffé di quella mattinata.

La ricetta del ripieno ha radici nobili: si tratta della proposta che ha vinto l'MTC di ottobre, il profiteroles di Cristina del blog Insalatamista, che ho leggermente modificato. La glassa mantiene la stessa linea della sua, ma pure qui ho fatto una sostituzione: niente cannella ma il mio ingrediente favorito in questa stagione.

Bigné alla cachi-cream con glassa di castagne alla vaniglia



Pasta choux
da Il Talismano della felicità
125 gr. acqua
75 gr. farina
50 gr. burro
2 uova piccole
una presa di sale

Scaldare acqua, burro e sale fino a sciogliere tutto il burro. Appena prima del bollore, buttare la farina in un solo colpo e battere bene col cucchiaio di legno, rimettendo a fuoco lievissimo fino a quando il tutto formerà una pallottola che si stacca bene dalle pareti del pentolino. Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare. Ora, aggiungere le uova UNA PER VOLTA, non procedere con la successiva fino a che la precedente non si è amalgamata perfettamente.
A questo punto dovreste aver ottenuto un impasto della consistenza morbida ma soda: deve poter mantenere la forma. Con l'aiuto di una sacca da pasticceria e una bocchetta larga e liscia, disporre mucchietti ordianti e distanziati di impasto, direttamente su teglia imburrata appena. Cuocere in forno a 200° per 10-11 min, poi abbassare a 180° ed aprire leggeremente lo sportello per lasciar uscire l'umidità, continando la cottura per altri 15 min. SORVEGLIARE mi raccomando!
Al termine, sfornare e lasciar raffreddare i bigné prima di staccarli dalla placca.

Cachi-cream
100 ml. latte
1 cucchiaio colmo di zucchero
1 uovo
1 cucchiaino farina 00
100 gr. polpa di cachi
gocce di limone

In pratica, un uovo di crema pasticcera a cui, quando sarà raffreddata, va aggiunta la polpa della frutta.
La crema si fa battendo l'uovo con lo zucchero e le gocce di limone, fino a raggiungere una consistenza spumosa. Incorporare il latte tiepido, poco per volta e mettere sul fuoco lieve, tenendo mosso con la frusta. Incorporare anche la farina, facendo attenzione ai grumi. Si deve addensare come fosse uno yogurt.
Infine incorporare a freddo il cachi.

Glassa di castagne alla vaniglia
100 gr. latte
1 cucchiaio colmo di zucchero
50 gr. di castagne bollite
1/2 baccello di vaniglia
1/2 cucchiaino agar-agar

In un pentolino stemperare l'agar-agar a freddo, unire tutti glia ltri ingredienti e scaldare bene il tutto, tenendo battuto con la frusta a mano. Appena inizia ad addensare, togliere dal fuoco e passare al minipimer, per ottenere una crema densa e liscia.
Potete sostiutire le castagne e lo zucchero con 60 gr. di crema di marroni: quella che io chiamo marmellata di castagne: che bontà!

Per presentare questo piatto ho decorato il tutto con del caramello, semplice zucchero semolato messo a sciogliere in un pentolino senza toccarlo per nessun motivo, eventuamente muovere la pentola.


Mando questa ricetta a Fujiko, per augurarle affettuosamente buon compleanno -anche a più d'un mese di distanza!- e per partecipare al suo bellissimo contest Capolavori da gustare. Mi dispiaccio per le foto, che fatte a notte fonda e con l'ombrellino soft di mio fratello, non sono proprio il massimo, non ci ho ancora preso la mano.

Crumble di castagne e zucca al muscovado


Non penso di aver mai fatto una cosa dolce così profumata e dal gusto così semplicemente BUONO. Davvero.
L'idea mi è scattata ieri notte dal neurone iperattivo, quello che considera il dormire come un inconcepibile spreco di tempo. Cercavo qualcosa da proporre ad Ambra per la sua Bottega di Campagna di Novembre, con la zucca e le castagne.
Oggi in pausa pranzo mi sono fiondata a casa, l'ho fatta, fotografata e mangiata. Era buona, molto pastosa, potete immaginare le castange e la zucca cotte, però quel pizzico di burro e zucchero rendono il tutto quasi cremoso, oltre che piacevolmente aromatico.
Non vedevo l'ora di condividerla prima che il profumo svanisse: magari ne sarebbe potuto arrivare un poco anche a voi attraverso lo schermo!

Crumble di castagne e zucca al muscovado

dosi per una teglia di 23-24 cm.

per il crumble
100 gr. farina 00
100 gr. farina di castagne
125 gr. burro freddo
125 gr. zucchero
1 bustina vanillina

per il ripieno
400 gr. circa zucca già pulita
100 gr. castagne bollite e spellate
(eventualmente trovatele al super già  pronte)
2 cucchiai di zucchero muscovado
30 gr. burro

Affettare la zucca molto sottilmente. Tritare bene le castagne.
Disporre nella tortiera, alcuni strati alternati con le fettine di zucca e le castagne tritate. Dopo aver bene riempito e premuto la frutta, sciogliere il burro con i due cucchiai di zucchero e versare questo composto sopra le fettine, avendo cura di distrtibuirlo in maniera omogenea.
Preparate ora le briciolone: in una ciotola amalgamete velocemente gli ingredienti per il crumble con la punta delle dita, ottenendo appunto un composto molto bricioloso. Potete farlo anche con il mixer, come faccio sempre anch'io. Distribuite bene sopra le fettine e premete poi leggermente con le mani per livellare la superficie.
Cuocere in forno statico a 170° per 30 min. circa. ATTENZIONE, sorvegliare a vista: la farina di castange tende a colorire molto più velocemente, prendendo poi un retrogusto amarognolo, che io ho quasi raggiunto.. erano monoporzioni e cuociono molto più in fretta!
Va servito tiepido per gustarlo al massimo.


Già che c'ero, ho voluto provarne una versione più classica usando le mele invece della zucca, lasciando inalterato tutto il resto: fantastico uguale!



Questa ricetta è per Ambra e la sua Bottega di Campagna, in collaborazione con MalvarosaEdizioni.

Tortelli con la zucca in salsa di noci



Nei giorni scorsi, presa dal fuoco delle zucche buonebuone che la mia amica Francesca mi aveva preso presso questo bellissimo posto, ho preparato dei tortelli. Per il ripieno ho accuratamente evitato di cercare suggerimenti e proposte dal web, perché con la zucca nei tortelli viene sempre, dico SEMPRE, proposto anche l'amaretto, che a dispetto del suo nome, è dolce più della zucca.. ovvio è un biscotto! E non mi prende nemmeno l'aspetto della tradizione locale, poiché non sono mantovana, luogo dell'eccellenza dei tortelli con la zucca. E' che nella mia mente continua a ruzzolare la domanda: ma cosa ci prendono questi due ingredienti in un piatto salato? Per me nulla.
E poi che ci vogliamo fare, sarà una questione zodiacale o sarà che in questa vita devo rompere gli schemi a tutti i costi, ci metto del mio e punto. Ma qualche volta ci azzecco, ne?!
Vuole il caso, che caso non è mai, di aver letto questa ricetta da Elena del blog Zibaldone culinario, a cui mi sono un poco appoggiata per le dosi, facendo uscire questi ravioli davvero buoni, cremosi e saporiti, una nota dolce ed una aromatica...  Volete assaggiarne uno?

Tortelli con la zucca, in salsa di noci


per la pasta fresca
200 gr. farina 00 circa
2 uova fresche
1 cucchiaio olio extravergine
1 cucchiaio d'acqua
sale

per il ripieno
200 gr. zucca pulita
80 gr. mandorle tostate e passate al mixer
(oppure potete usare farina di mandorle)
80 gr. ricotta
50 gr. parmigiano
due ciuffetti rosmarino
sale e pepe

per la salsa di noci
10 noci
poco burro
2 cucchiai di brandy
200 ml. panna fresca

 Preparare la pasta, che io faccio con il mixer -per me il prodigioso Bimby-, ottenendo con queste quantità un impasto abbastanza elastico, che lascio riposare a temperatura ambiente per un'oretta.
Intanto preparare il ripieno, facendo cuocere la zucca a pezzi al vapore, fino a che resti tenera ma non sfatta: sarebbe troppo acquosa. Passare allo schiacciapatate e procedere ad impastarla con gli altri ingredienti
Tirare la sfoglia sottile -io fino al n. 6 della tirapasta Marcato- e disporre le strisce sul piano di lavoro infarinato, man mano che si tirano. Procedere a disporre il ripieno aiutandosi con un cucchiaino, a mucchietti, sovrapponendo poi lo strato di pasta a chiusura. Premere intorno ai mucchietti, per far uscire l'aria viavia che si sigillano i due strati di pasta. Usare poi la rotella tagliapasta a zig-zag, o magari lo stampino tondo con i merletti..
Con queste dosi ho ottenuto circa 55 tortelli di dim. 5 x 5 cm.

Mentre l'acqua va a bollore, preparare la salsa: in una pentola bassa antiaderente, sciogliere pochissimo burro e far rosolare le noci tritate, aggiungendo poco brandy e lasciandolo sfumare. Dopo una decina di minuti aggiungere la panna e passare il tutto nel bicchiere del minipimer, per ottenere una salsa piuttosto liscia.
Per la cottura questi tortelli richiedono al massimo due-tre minuti e man mano li si ritira dalla pentola con la paletta forata, si possono appoggiare nella stessa pentola in cui si sono preparate le noci, aggiungendo anche la salsa e saltando il tutto prima di impiattare.


Questa ricetta la mando a About Food, di Leda e Clauda per il contest "Ravioli"

Filetto con salsa ai frutti rossi e scalogni caramellati


Ecco un'altra preparazione di carne degli ultimi tempi, che sottolinea ancora una volta la mia fissazione per questo ingrediente, la cui vastità di tipologia, di taglio e tipo di cottura fa si che ci si possa sbizzarrire molto più di quel che avrei mai pensato fino ad un anno fa, prima del mio ingresso nella blogsfera.
Si tratta della ricetta preparata per la pubblicazione su Open Kitchen di Ottobre.
L'occasione di condividere questo piatto con un post dedicato, è anche quella di promuovere il contest lanciato da Open Kitchen per il numero in uscita a Natale: 
"La cucina di Natale nel mondo" ovvero piatti della tradizione natalizia di tutto il mondo 
Cliccando l'immagine sotto, troverete il regolamento per poter partecipare a questo bellississimo contest, i cui premi sono assolutamente imperdibili: una macchina da caffé Lavazza A modo mio per il primo classificato, una notte per due persone al Boscolo Etoile Hotel per il secondo classificato.
Sbizzarritevi dunque e non perdete tempo: la scadenza è per il 15 novembre p.v.


Filetto con salsa ai frutti rossi e scalogni caramellati
 
  
dosi per 4 persone

1 filetto di maiale da circa 500/600 gr.
4 scalogni
1 vassoietto da 125 gr. di ribes
70 gr. burro
1/2 tazzina da caffé di buon brandy -io Jerez spagnolo-
miele a piacere -circa 4 cucchiaini-

Prima si inizia con gli scalogni, servono circa tre quarti d'ora. Vanno pelati e tagliati a metà per il lungo, posti in una pentolina antiaderente con circa 20 gr. di burro. Si lasciano andare a fuoco bassissimo tenendo d'occhio che non coloriscano troppo. Aggiungere due cucchiai di brandy quando la temperatura è abbastanza alta da permettere che sfumi l'alcol, poi un paio di cucchiaini di miele, sale e pepe a discrezione e continuare la cottura. Dopo circa 20 minuti complessivi, girare delicatamente gli scalogni e completare la doratura anche dall'altra parte. Può aiutare aggiungere qualche cucchiaino di acqua per evitare che si asciughino.
A termine cottura saranno coloriti e morbidi ma non sfatti.
Nel frattempo si prepara la carne: in una pentola bassa antiaderente, sciogliere il restante burro e dorare il filetto, sfumando con qualche cucchiaio di brandy, sale e pepe a piacere. Cuocere tenendolo girato, per circa 20 minuti o comunque fino a quando, pungendo la carne non esca alcun liquido rosato.
A questo punto aggiungere i ribes lavati e sgranati dai loro grappoli e cuocerli per 5/7 minuti nel fondo della carne, finché si disfano. Poiché hanno un gusto molto acidulo, che mantengono anche dopo la cottura, si aggiungono due bei cucchiaini di miele. Si schiacciano con la forchetta, a formare un bel sughetto corposo.
Comporre il piatto accostando le fette di filetto, tagliate ben spesse, alla salsa ed agli scalogni, usando anche qualche goccia del loro fondo, che è delizioso.

Tarte Tatine, ovvero di Bionde e di Brune



L'avevo sempre sentita nominare, ma mai assaggiata ne tantomeno preparata.
L'altra settimana sfogliavo un vecchio e dimenticato ricettario di Lisa Biondi, un libricino degli anni '80 preso in offerta da chissà quale fondo di supermercato e con ricette che sanno tanto di tradizione e di classicità, ma che a volte riservano qualche sorpresa, almeno a chi come me ama le cose nuove a tutti i costi.
Ed ecco risorgere dal dimenticatoio la Tarte Tatin alle mele, dolce che per me a tutti gli effetti è risultato nuovo ed entusiasmante! A pensarci bene, una torta mai fatta è sempre una torta nuova, no?
Ora, prima di passare alla ricetta, metto una nota: OVVIAMENTE sapete che ci devo mettere lo zampino, quindi se la ricetta prevedeva la sfoglia, io ho fatto una ima frolla; invece di tutte mele, io ne ho messe solo 1/3 e per gli altri 2/3 ... ho usato la zucca.
"Dulcis" in fundo, per lo zucchero del caramello al burro, pur con qualche dubbio ho usato lo zucchero muscovado, quello scuro del commercio equo solidale.
Ne è risultato un dolce dalla bontà stupefacente, un fantastico miscuglio di profumi dato dal burro e dallo zucchero muscovado e la fragranza della frolla faceva la sua parte.
Unico neo di cotanta bontà... causa muscovado, la frutta si presentava Bruna (!). Decisamente bruttina.
Concludendo: i bambini non l'hanno nemmeno fiutata e mio marito che non ama il genere frutta è passato oltre; ai miei colleghi mi son fatta scrupolo di offrire una torta così, quindi me la son mangiata tutta io. Incredibilmente era molto buona anche dopo il terzo giorno, penso grazie al fatto che il caramello funga da conservante. Dunque in pochi giorni mi sono beccata una superdose di burro e zucchero da paura. Una vera pazzia, roba da digiunare una settimana.
Per condividere con voi questo piccolo gioiello, l'ho rifatta usando dello zucchero bianco: risultato: una torta Bionda, che i bambini hanno mangiato con molto gusto come anche i nipoti e familiari, che però non era che l'ombra pallida della sorella Bruna!
Quanto a bellezza, dunque, uno a zero per la Bionda, ma per via di bontà la Bruna vince alla stragrande :)

Tarte Tatine alla zucca



per la frolla
200 gr. farina 00
100 gr. burro
100 gr. zucchero
1 albume
gocce di limone

per il ripieno
1 mela grande o 2 mele piccole
320 gr. zucca
120 gr. zucchero
60 gr. burro

Preparare la frolla nel il mixer, formare una palla e lasciarla riposare in frigo per una mezzoretta.
Intanto preparare pulita ed affettata la mela ed anche la zucca, avendo l'attenzione di farla a fettine di dimensioni simili a quelle della mela.
Foderare una tortiera con carta forno e disporre le fettine a strati: io ne ho fatto uno con la zucca, uno con la mela ed un terzo di nuovo con la zucca.
Sciogliere il burro con lo zucchero in pentolino a fuoco leggero in modo da ottenere una sorta di caramello, ma non lasciatelo scurire troppo.
Versare questo caramello sopra le fettine, cercando di distribuirlo in ma iera uniforme.
Infine stendere la frolla su un foglio di carta forno (vi aiuterà nell'operazione di posizionamento sopra la frutta). Tirare dunque la frolla formando un disco del diametro della tortiera e capovolgete questo disco sopra al tutto, aiutandovi con la carta forno, che poi va staccata dal disco di frolla.
Praticare qualche forellino qui e là e porre in forno per circa 30 minuti a 180 gr.
Al termine della cottura, la torta va immediatamente capovolta sul piatto da portata. Lasciate intiepidire e servite, magari con della cremina inglese, che io non ho fatto perché le dosi complessive di burro e zucchero mi paiono già di tutto riguardo.
Buon Halloween!


Questa ricetta è per il contest FUORI di... zucca! di Silvia e Manuela del blog "su le maniche"


© ESSENZA IN CUCINA

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